giugno 2019

Comunicare nell’era digitale: con la geolocalizzazione diventa più facile

Piattaforma
geolocalizzazione con NearIT

Alcune tecnologie sono entrate così profondamente nelle abitudini quotidiane che è difficile ricordare come e da quanto tempo abbiamo iniziato a utilizzarle. Raggiungere un luogo seguendo le indicazioni stradali sullo smartphone o comunicare in prossimità non sarebbe possibile, per esempio, senza la geolocalizzazione.

Pensiamo anche al Global Positioning System (GPS). Inizialmente impiegato per scopi militari e messo a disposizione dagli USA nel 1991 anche per usi civili, il GPS è diventato oggi un servizio di uso comune, adatto per essere integrato in dispositivi come personal computer e smartphone e essere utilizzato per sviluppare servizi basati sul posizionamento come la navigazione satellitare.

Conoscere dove si trova un utente è importante anche quando si parla di comunicazione in prossimità. Combinando la sua posizione con i suoi dati personali (età, sesso, preferenze), è possibile gestire informazioni in maniera specifica in base al luogo in cui si trova in un preciso momento, determinando così la condizione ideale in cui interagire per aumentare l’efficacia del proprio messaggio.

LE PAROLE CHIAVE PER ORIENTARSI NELL’ERA DIGITALE

geolocalizzazione con NearIT

GEOLOCALIZZAZIONE

Sinonimo di RTLS (Real Time Location Systems – Sistemi di Localizzazione in Tempo Reale), la geolocalizzazione è l’identificazione della posizione geografica nel mondo reale di persone, veicoli o oggetti fermi o in movimento, come ad esempio un telefono cellulare o un computer connesso o meno a Internet, secondo diverse tecniche come i sistemi di localizzazione basati su segnale radio (radiolocalizzazione), sistemi per via cablata o sistemi ibridi come il GPS, localizzazione tramite le celle della rete telefonica cellulare o in loco, Wifi e beacon.

La funzione di geolocalizzazione supporta le organizzazioni a più livelli operativi: dalla logistica alla sanità, fino all’agricoltura, in particolare per la tracciabilità e la rintracciabilità di valori nella supply chain, ma anche per la gestione delle informazioni in tempo reale (video, audio o di altro genere).

A proposito di Proximity: con la geolocalizzazione è possibile rilevare la posizione dell’utente attraverso lo smartphone, quindi pianificare attività (inviare un’informazione sui punti di interesse vicini) e offrire servizi (navigazione verso un punto di interesse) quando è in prossimità, rendendo così l’interazione più contestuale.

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BEACON

I beacon, letteralmente faro in inglese, sono piccoli dispositivi che funzionano con tecnologia BLE (Bluetooth Low Energy) per comunicare con gli utenti attraverso lo smartphone, quando si trovano in prossimità di un luogo o un punto strategico, e in una specifica circostanza. Il raggio d’azione di un modello comune può arrivare fino a 60 metri, 100 metri per alcune specifiche tipologie. Utilizzati principalmente per aree indoor, i beacon emettono segnali bluetooth in frequenze predefinite con una potenza di trasmissione e intervalli configurabili, che possono essere rilevati da dispositivi intelligenti come gli smartphone.

I beacon sono per lo più alimentati da batterie coin. Esistono però anche dispositivi alimentati da prese a muro o USB. Le batterie di un beacon hanno in media una durata di tre anni, ma esistono anche modelli che prevedono un ulteriore sistema di risparmio energetico.

A proposito di Proximity: i beacon da soli non funzionano. Hanno sempre bisogno di un’app per veicolare, nel rispetto dei termini delle norme di privacy vigenti, messaggi sui dispositivi mobile. Ecco perchè un utente che si trova nel raggio d’azione di un beacon oppure appoggia attivamente il suo smartphone al beacon (fa un “bump”), riceve in tempo reale un messaggio sul suo dispositivo tramite una notifica in app installata sul suo telefono.

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GEOFENCE

Sviluppata oltre dieci anni fa negli ambiti della sicurezza e della prevenzione, il geofencing è una tecnologia che consente di creare un perimetro virtuale (una geofence appunto) su una mappa. Le aree geofence esterne possono avere qualsiasi grandezza, come l’area attorno a un parco divertimenti, a una stazione o a un’intera città, e hanno un raggio minimo di 200 metri.

Il geofencing utilizza la posizione basata sulla celle telefoniche o se disponibile il wi-fi per rilevare quando una persona con un dispositivo con attivato qualsiasi servizio LBS (location-based service) entra o esce nella zona interessata: per questo il geofencing è oggi anche utilizzato come elemento differenziante per quei servizi legati alla gestione dell’informazione in ottica mobile e in prossimità.

A proposito di Proximity: con il geofencing è possibile mappare aree geografiche di interesse dove si vuole interagire con l’utente pianificando attività e comunicazioni in base ai loro comportamenti (al suo ingresso o uscita dalla geofence per esempio). In questo modo si valorizza il contesto in cui si decide di coinvolgere l’utente, creando una nuova occasione di engagement e fidelizzazione.

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TRIGGER

Nel mondo del marketing un trigger è uno strumento informatico che definisce un evento che si scatena al verificarsi di una determinata condizione che tenga conto di tre fattori principali: tempo (permanenza di un utente), luogo (fisico – come un negozio – o virtuale – come un sito internet) e sequenza. Per sequenza si intende il susseguirsi di azioni specifiche che l’utente compie in un determinato luogo e in un determinato periodo di tempo.

A proposito di Proximity: all’interno di un sistema di Proximity, il trigger definisce la modalità di consegna del messaggio agli utenti, ovvero determina la condizione secondo cui decidiamo di interagire con l’utente. Può essere legato a un suo comportamento (interagisce con un beacon) o a un’azione, come l’ingresso dell’utente in un’area geografica selezionata o in un’area indoor gestita da beacon in un determinato contesto.

Guarda il video su come pianificare una campagna con NearIT

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