novembre 2018

Musei Accessibili: come la tecnologia rende l’arte e la cultura patrimonio di tutti

Caso d'uso
musei accessibili grazie a NearIT

In Italia sono ancora pochi i siti di interesse che offrono servizi di assistenza ai visitatori disabili, mentre sono solo un quinto i musei accessibili che mettono a disposizione supporti informativi specifici per i non vedenti.

L’incontro con l’arte è un’esperienza che sa di eternità. Quando ci troviamo di fronte a un’opera, la sua storia sembra rivivere nel presente, superando la dimensione dello spazio e del tempo per diventare qualcosa di nuovo ogni volta. È attraverso la condivisione che una fotografia, un dipinto o un’installazione prende vita e diventa patrimonio artistico di tutti e per tutti, o quasi.

In termini di accessibilità le persone con disabilità motorie, deficit e difficoltà visive hanno esigenze specifiche che non possono essere ignorate. La sfida più grande di oggi è riuscire a creare percorsi esperienziali in grado di valorizzare tanto le opere, quanto la fruizione che gli utenti possono farne.

Tuttavia, se l’innovazione non è diffusa, non crea inclusione. Per questo le nuove tecnologie sono un’opportunità per rivoluzionare il modo in cui vivere l’arte, abbattendo le barriere architettoniche e percettive che ancora oggi le impediscono di essere un linguaggio davvero universale.

musei accessibili grazie a NearIT

Tecnologia e accessibilità: lo stato dell’arte

Dal punto di vista istituzionale nel 2011 l’Onu, con la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, “ha promosso l’uso di nuove tecnologie, incluse tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ausili alla mobilità, dispositivi e tecnologie di ausilio, adatti alle persone con disabilità, dando priorità alle tecnologie dai costi più accessibili”.  

In Italia, secondo un’indagine Istat, il patrimonio culturale vanta 4.976 siti di interesse pubblici e privati, di cui 4.158 sono musei, gallerie o collezioni, 282 aree e parchi archeologici e 536 monumenti e complessi monumentali. Già nel 2008 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali istituì una Commissione Ministeriale per definire le linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale.

Tuttavia, solo poco più di un terzo dei siti (37.5%) offre servizi di assistenza ai visitatori disabili, mentre solo in un quinto dei musei (20.4%) sono presenti supporti informativi specifici per i non vedenti, come percorsi tattili o pannelli in braille.

Esistono soluzioni che, combinate con alcune tecnologie, possono supportare musei, siti e aree archeologiche nel costruire percorsi sicuri per i visitatori con disabilità visiva in grado di stimolare altri sensi, come l’udito, facendo vivere così un’esperienza suggestiva dei luoghi in cui si trovano.

musei accessibili grazie a NearIT

Un dispositivo per le persone con difficoltà visive

Per farlo basta installare un’app specifica su uno smartphone che interagisce con dei beacon, dispositivi che funzionano con tecnologia bluetooth posizionati in modo strategico lungo il percorso espositivo. Quando l’utente viene rilevato in prossimità del beacon stesso, lo smartphone vibra, segnalando all’utente la presenza di un punto di interesse.

Per attivare la narrazione audio dei contenuti è sufficiente toccare qualsiasi parte dello schermo: una scelta voluta per ridurre al minimo l’interazione dell’utente con difficoltà visive. Anche l’interfaccia grafica, appositamente studiata tenendo conto di particolari criteri di usabilità, è molto semplice e non presenta scritte, ma solo alcuni intuitivi riferimenti grafici.

Vedere il museo:
il caso del Friuli

Il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo in Friuli è stato il primo a fornire questa soluzione ai visitatori ipovedenti e con difficoltà visive nell’ambito del progetto “Vedere il Museo”.

L’iniziativa, grazie alla collaborazione con il Rotary Club del Friuli e l’Unione Italiana Ciechi che ha testato e approvato il dispositivo, è oggi attiva anche in altre realtà culturali della regione come il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale, il Museo Etnografico del Palazzo Veneziano a Malborghetto, il Duomo e il Museo della Pieve e Tesoro del Duomo a Gemona, il Duomo di Udine, il Museo di Storia Naturale di Pordenone e la Basilica di Aquileia.

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Una città senza barriere è una città smart

Come per l’arte e la cultura, la tecnologia può cambiare anche il modo in cui le persone comunicano e interagiscono all’interno dello spazio urbano, traducendo l’accessibilità in azioni concrete per rendere una città davvero intelligente.

Utilizzare i trasporti pubblici in autonomia, ricevere informazioni utili e personalizzate in tempo reale e usufruire di servizi pensati per le proprie esigenze, sono esperienze che contribuiscono a creare una citizen journey senza barriere, rendendo la città un luogo a cui tutti sentono di appartenere.

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